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Creare una start up di successo: come scegliere l’attività che fa per te

11 Giugno 2010

Come scegliere l’attività imprenditoriale più adatta a te in base alle tue passioni, ai tuoi interessi, alle tue competenze, ai tuoi valori, al tuo stile di vita, alle tue qualità personali, alle tue risorse economiche e di tempo. Le domande da farsi e gli elementi da considerare; idee su come trasformare in rendita e reddito proprietà non utilizzate o sottoutilizzate. Senza dimenticare gli errori più comuni da evitare.

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Dopo aver approfondito l’importanza dell’allineamento, il fattore determinante per il successo o l’insuccesso di ogni attività imprenditoriale – oltre agli aspetti spesso trascurati o sottovalutati da affrontare prima che ti imbarchi in un’attività che determinerà il tuo futuro e il tuo benessere – è il momento di concentrarci su come si fa in pratica a trovare un business e/o un’attività imprenditoriale di successo tagliati su misura per te.

Qui di seguito gli argomenti trattati nell’articolo:

  • Le risorse personali

  • Trovare l’idea giusta (il business concept) per la tua start up o attività imprenditoriale

  • Esempi di schema per crearti la tua nuova professione

  • Scoprire e far fruttare proprietà o capitali “dormienti”

  • Esempi pratici di analisi plus/deficit e di come colmarli

  • i benefici del business coaching per aziende artigiane e professionisti

  • Piccoli imprenditori stranieri crescono

  • Come trovare la proposta unica di vendita (U.S.P.) per la tua start up

  • Le cinque domande chiave per scrivere la tua U.S.P. (Unique Selling Proposition)

  • Gli errori che portano all’insuccesso una start up

  • La check–list di domande DETTAGLIATE per aprire un’attività in franchising

Ecco una sintesi dello schema che approfondirò in seguito.

A) Le risorse personali

  • Identificare in modo oggettivo le abilità da usare e il tuo saper fare;
  • Fare la lista delle attività che ti arrecano piacere e che fai volentieri;
  • Elicitare i tratti e le caratteristiche che ti rendono unico.

B) Trovare l’idea (il business concept) giusta per la tua start up o attività imprenditoriale

Ovvero una volta chiarite le competenze che possiedi e gli interessi che ti motivano, trasformarli in business concept e poi formulare la tua proposta unica di vendita.

Seguirà la rilevazione o l’ipotesi del mercato potenziale.

Ma andiamo per passi.

Esempi di schema per crearti la tua nuova professione

Ad esempio, ci si muoverà con un modello simile a quello qui riportato:

  1. Sono una mamma organizzata (competenza) > mi piacciono e lo sport e l’attività fisica (interessi) > mi piace stare fra le persone ( qualità personale) > aprire un centro fitness specializzato per le neo-mamme che vogliono ritrovare la linea e rimettersi in forma. Oppure, creare via internet dei video corsi facendomi aiutare per la parte tecnica da un webmaster. Oppure diventare team trainer di neo–mamme in uno spazio che posso affittare a giorni fissi (come una palestra) o, se ho spazio, a casa mia, o a rotazione a casa di una mamma del gruppo (idea di base o business concept).
  2. So usare molto bene il computer (competenza) > mi piace disegnare > (interesse) > sono indipendente (qualità personale) > avere uno studio, anche virtuale, di web designer specializzato per uffici professionali e organizzazioni no–profit.
  3. Comunico molto bene per telefono (competenza) > mi piacciono la cucina biologica e macrobiotica (interessi) > imparo facilmente (qualità personale) > servizio telefonico a pagamento non solo per ricette veloci di cucina, ma per corsi a distanza e assistenza diretta durante la preparazione dei pasti. Oppure mi offro per preparare pranzi bio a domicilio del cliente, portando sia gli ingredienti, che gli attrezzi da cucina che gli ornamenti da tavola, oltre a posate e tovagliati in materiale bio (idea di base o business concept).
  4. So trattare con i bambini (competenza) > mi piacciono l’ecologia e il contatto con la natura (interessi) > sono paziente (qualità personale) > eco–asilo prefabbricato tutto costruito con materiali naturali, alimentato da pannelli solari, giochi concepiti per divertire e anche per sensibilizzare i più piccoli ad amare la natura (business concept).
  5. Sono un’ex infermiera caporeparto (competenza) > faccio volontariato (interesse) > ho uno spirito di abnegazione e disponibilità (qualità personali) >organizzo S.O.S Assistenza per fornire assistenza paramedica d’emergenza a domicilio, selezionando e coordinando un gruppo di ex colleghe e colleghi in pensione. In particolare mi specializzo nel recupero fisico post incidenti non gravi o sull’attività motoria di persone anziane allettate.

Scoprire e far fruttare proprietà o capitali “dormienti”

Ci sono sempre più casi di persone che vogliono salvaguardare il loro standard di vita dagli attacchi della crisi economica facendo fruttare capitali “addormentati” (capitali patrimoniali o interessi personali).

Ecco qualche idea:

  1. Sono proprietaria di una bella villa con grande parco piantumato e con spazi verdi aperti. Decido di affittare il parco per cerimonie nuziali, feste di laurea, feste per il divorzio, feste per bambini ecc. Lo attrezzerò con gazebo in modo da poter essere utilizzato anche in caso di cattivo tempo. Mi accorderò con una società di catering per organizzare i rinfreschi. E se non ho le competenze o il tempo necessario alla gestione di questa attività, posso considerare di trovare un partner operativo che già opera nel settore e che si occupi di tutta l’organizzazione e gestione.
  2. Sono un ex dirigente pre-pensionato e oltre a voler riempire il tempo libero con un’attività utile, non disdegnerei di incrementare i miei introiti. La mia passione extralavorativa è la montagna. Posso organizzare gite guidate per studentesche durante il periodo scolastico sulle montagne intorno al luogo in cui abito. Individuerò percorsi a diversa difficoltà e illustrerò le caratteristiche botaniche, faunistiche e geologiche della zona. In estate organizzo passeggiate notturne per piccoli gruppi alla scoperta di ciò che durante il giorno non si vede o non si sente (dall’atmosfera magica agli animali notturni). Mi farò promozione presso le scuole locali e presso gli hotel e ristoranti. Penso di poter essere operativo in quattro mesi.
  3. Sono rimasto vedovo, i figli sono via e abito in grande appartamento con tre camere da letto e due bagni. Posso pensare di traslocare in un bel bilocale e di utilizzare il mio appartamento come punto di appoggio per i famigliari di persone ricoverate nel vicino ospedale e che hanno bisogno di assistenza prolungata. Ristrutturerò il mio appartamento e, a richiesta, fornirò anche il servizio di pulizia e cambio biancheria concordando una prestazione più ampia con la mia donna di servizio.
  4. La mia famiglia ha costruito, in vista di un ampliamento delle attività artigianali che poi non c’è stato, un ampio capannone con uffici e servizi annessi in una zona industriale. È inutilizzato da due anni. Posso pensare di trasformarlo in un centro di gestione stock per le aziende limitrofe, offrendo tutte le attività connesse allo scarico, alla codifica, all’immagazzinamento, alla movimentazione, alle pratiche burocratiche delle merci. Un’attività a bassa tecnologia (low tech) che può liberare giovani imprese dai problemi dello stockaggio merci e loro gestione.
  5. Ho ereditato quattro ettari di campo agricolo. La superficie è pianeggiante e ben soleggiata. Posso incaricare un’agenzia seria e competente di svolgere una consulenza per il confronto tra offerte di diversi fornitori, al fine di determinare quella che si adatti meglio al mio contesto. Questa al di là del costo considera anche altri fattori quali garanzie, stabilità del fornitore previa verifica di realizzabilità presso il comune. Oltre agli introiti derivanti dalla generazione di energia elettrica, pari ai 0,346€/kWh, legati al fatto di diventare produttore di energia da fotovoltaico, spettano circa 0,10€/kWh (in crescita ogni anno) dovuti all'energia venduta all'Enel. In totale i ricavi annui sono quindi pari 102.000€+29.500€, quindi circa 130.000€/anno. Ovviamente vanno stimati tutti i costi, compreso l’assicurarsi la manutenzione da parte di un’azienda specializzata.

Gli esempi riportati si riferiscono a piccoli affari (smallbiz), a piccole start up.

Lo schema è valido, con i dovuti adattamenti, anche per idee imprenditoriali di dimensioni più grandi.

Sottolineo che anche le attività compiute su scala ridotta non si sottraggono alle leggi che possono determinare il successo di una start up.

Molte persone, soprattutto negli ultimi mesi, mi chiedono come sviluppare un’idea per incrementare i loro introiti.

Il mio compito, come business coach, è quello di portare alla luce quali competenze, interessi, attitudini, mezzi hanno a disposizione.

Sovente si meravigliano di quanto “capitale umano” posseggono o di quali possibilità di mettere a reddito proprietà che oggi creano solo costi.

Elenco dei tuoi punti di forza (plus) e di debolezza (deficit)

Il passo successivo che propongo nel mio servizio di business coaching efficace per le start up è riassumere con te i punti di forza e debolezza e fare un piano operativo (come, dove, quando e cosa costa) per colmare i tuoi deficit e rinforzare sempre più le basi, le fondamenta per la tua start up.

Dobbiamo rispondere in dettaglio a queste domande:

  • Di quale aiuto hai bisogno e dove lo puoi trovare?
  • Hai il tempo per imparare ciò che ti serve?
  • Hai un budget da dedicare alla tua formazione?
  • Sei disponibile a capire il lato economico/finanziario del tuo possibile business?
  • Sei pronto/a a redigere in modo guidato un business plan che, aggiornato di continuo, ti accompagnerà durante tutta la vita della tua start up?
  • Hai esplorato la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati?
  • Qual è la tua consistenza patrimoniale?

Esempi pratici di analisi plus/deficit e di come colmarli

Anche qui mi avvalgo di uno schema efficace. Ecco qualche esempio operativo:

  1. Esperienza di vendita (plus), conoscenza “tenuta conti” (deficit)
    1. fare un corso base di ragioneria presso la Camera di Commercio della tua città (azione), 300 euro (costo), quattro ore alla settimana per quattro settimane (tempo);
    2. appoggiarsi a un commercialista (azione), 75 euro al mese (costo), cinque ore al mese (tempo);
    3. comprare un manuale e studiarlo (azione), 15 euro (costo), un’ora al giorno per una settimana.
  2. Uso dei principali pacchetti per computer(plus), stesura e implementazione piano di marketing (deficit)
    1. fare un workshop accelerato presso agenzia governativa di formazione (azione), gratuito (costo), uno o due week end (tempo);
    2. appoggiarsi a un consulente (azione), 300 euro l’ora (costo), due ore alla settimana (tempo);
    3. acquistare l’ultimo manuale con dvd (azione), 40 euro (costo), due ore al giorno (tempo);
    4. partecipare a un corso interattivo on-line (azione), 400 euro (costo), 45 minuti ogni martedì e venerdi per 3 settimane (costo).
  3. Esperienza tecnica del settore (plus), competenze commerciali, finanziarie, amministrative (deficit)
    1. iscriversi a un corso presso un “Incubatore d’Impresa ”. Attenzione, oggi si sono segmentati in funzione dell’area di interesse: start up ad alto contenuto tecnologico, e–commerce, biotecnologie, “green business”, nanotecnologie. Oltre ai campi più tradizionali quali energia, logistica, chimica, commercio e distribuzione, beni di consumo, turismo.

      Per esempio la sola regione Piemonte ne ha otto.

      I programmi e i corsi sono sovente tenuti in collaborazione con gli atenei cittadini. Importante è quindi avere le idee chiare per iscriversi al corso più specifico. In generale si occupano di scoprire (scouting) nuove idee, studi di fattibilità, erogazione di finanziamenti.

      Alcuni accompagnano il neo imprenditore sia nella fase progettuale che nelle prime fasi di implementazione dei progetti. Viene posta un’attenzione particolare alla programmazione delle attività e al calcolo dei costi d’avviamento.

      Oltre che alla stesura del piano di sviluppo o business plan e consulenze legali, fiscali, finanziarie. Forniscono sovente anche spazi attrezzati per chi non ha un luogo proprio per iniziare l’attività. Ovviamente si rivolgono a piccolissime e piccole neo imprese. Per questi corsi un buon punto di riferimento sarà la vostra Camera di Commercio. Di solito l’erogazione è gratuita.

    2. Iscriversi a un corso universitario presso le migliori università come Luiss (Techgarage ) o Bocconi (ha un bel corso per le imprese che agiranno nel sociale) che hanno percorsi ad hoc per neo–imprenditori giovani e brillanti.

      Se sei un neo–laureato della medesima università i costi sono nulli o contenuti, altrimenti devi mettere in budget qualche migliaio di euro. I tempi variano da un semestre a due semestri.

    3. Partecipare a un Silicon Valley Study Tour per incontrare manager e imprenditori in California, da dove partono quasi tutte le innovazioni e novità nel settore I.T. (Tecnologia dell’Informazione), e High Tech (Tecnologia Avanzata).

      Un’esperienza che può dimostrarsi fondamentale per creare relazioni (networking), aggiornarsi sugli sviluppi più innovativi, confrontarsi con giovanissimi imprenditori di successo. In collaborazione con Google Italia, l’Ambasciata USA sponsorizza “Mind the Bridge” premiando il miglior business plan. In molti settori essere in contatto con un ambiente internazionale può fare la differenza.

    4. Scegli attentamente un corso on line: ce ne sono a decine. Il costo varia fra i 200 euro circa a qualche migliaio. Diffida di chi la fa semplice e ti propone i 5/7/12/ ecc. passi per avviare una start up.

      Controlla le referenze e chiedi di poter parlare con un ex studente. Ce ne sono di validi; scegli anche in funzione delle specifiche esperienze operative di chi ti venderà video, colloqui on line, teleclassi ecc..

    5. Scegliti un business coach efficace che ti possa seguire dalla verifica dell’intenzione, alla messa a punto dell’idea di business, dal verificare le tue competenze, interessi, qualità e valori, sino a sistemizzare– oltre la pianificazione (business plan) – anche l’implementazione operativa.

      Il vantaggio è che il business coach si dedica specificatamente solo a te e, oltre a portare a galla quelli che sono i tuoi plus e i tuoi punti di miglioramento, ti aiuterà a colmare i deficit di competenza e a sostenerti moralmente e a motivarti quando incontrerai i primi ostacoli.

I benefici del business coaching per aziende artigiane e professionisti

Il business coaching efficace non è esclusiva di top manager e di grandi imprenditori o aziende multinazionali, ma si rivolge anche all’artigiano che vuole trasformarsi in imprenditore , al professionista che vuole avere più reddito, al neo–imprenditore che ha un’idea geniale , ma non sa come realizzarla.

I costi variano in funzione dei servizi e del tempo richiesto.

Considera che un’ora di business coaching varia dai 200 euro in su.

Molto dipende dalle referenze del coach e dall’uso di coaching a distanza.

Il mio parere è che sia utile qualche incontro personale se il tema proposto è complesso.

La mia forte raccomandazione è di non affidarti solo alla “star” e all’improvvisazione creativa.

Supera la pigrizia che ti può bloccare nel rivolgerti a chi può davvero aumentare le tue probabilità di successo.

È il migliore, e più logico, investimento che tu possa fare.

Piccoli imprenditori stranieri crescono

Voglio riportare adesso l’attenzione su alcuni dati dettagliati forniti dalla Camera di Commercio di Milano : negli ultimi 8 anni le attività di commercio in mano a stranieri è aumentato dell’81,3%.

Mentre le imprese italiane arretrano, quelle fondate da immigrati crescono a ritmi elevatissimi.

A Milano, il 10% dei bar, il 20% dei ristoranti, il 43,3 % delle gastronomie sono gestiti da cittadini non italiani.

Un’attività commerciale o artigianale su tre è in mano a non italiani. Molte sono le donne che si lanciano con entusiasmo e ambizione in attività in proprio.

Ma a un dato merita molta attenzione: il tasso di mortalità delle piccole imprese italiane o straniere è identico.

Significa che anche i nuovi imprenditori stranieri replicano gli errori più comuni (evitabili) di chi si mette in proprio.

Come trovare la proposta unica di vendita (U.S.P.) per la tua start up

Quando hai definito il tuo “business concept o idea di base” devi concentrarti sulla formulazione del modo e del perché la tua idea può entrare nella shopping list (preferenze) mentale dei tuoi clienti.

Devi concentrarti sui vantaggi e benefici per il cliente e non sulle caratteristiche tecniche del prodotto o servizio che pensi siano innovative.

Quest’ultime sono importanti, ma i clienti sono interessati a capire se il tuo prodotto o servizio soddisfa un loro bisogno esistente o latente.

Concentrati, sii specifico e dettagliato, su come il tuo prodotto/servizio risolve un problema e su come migliora la vita del cliente finale.

Dai la giusta importanza a questo aspetto, cerca dapprima di dettagliare e poi di distillare una sintesi.

Tieni presente che questo lavoro serve a far sì che il tuo smallbiz (piccolo business), la tua start up possa competere con successo duraturo con altre piccole imprese o grandi aziende; catene di vendita al dettaglio (retailing) nel settore; nicchia di mercato in cui vuoi affermarti.

Le cinque domande chiave per scrivere la tua U.S.P. (Unique Selling Proposition)

Ti consiglio di scrivere sempre le risposte.

La prima domanda apparentemente semplice cui devi rispondere è:

Cosa offre il mio prodotto o servizio che i miei concorrenti non offrono?.

Quindi rispondi a :

Quale nuovo, specifico, unico, originale vantaggio essenziale io posso offrire al mio cliente?.

Perché solo tu puoi offrire specificatamente questo vantaggio? Quali sono le evidenze concrete?

Quindi sintetizza il tutto in una frase facile da ricordare (slogan).

Più facile a dirsi che a farsi, può richiedere giorni. Sàppilo.

Usa questo slogan in tutta la tua comunicazione (internet, pubblicità, promozione).

Esempi pratici di slogan di successo

Partiamo dal problema da risolvere:

“I bambini hanno un po’ fame , ma la mamma ha avuto una dura giornata di lavoro e non ha voglia di mettersi a spadellare”

La catena di pizzerie Domino’ s ha come U.S.P. (Unique Selling Proposition):
“Consegnate in 30 minuti o meno oppure è gratis”.

perché? perché nelle grandi città girano camioncini di consegna con forni elettrici per tenere in caldo le pizze.

Un esempio micro e interessato? Io ho creato: “Business Coaching Efficace dai risultati veloci, misurabili e duraturi.”

Per citare altri esempi famosi:

SAN BITTER C’est plus facile; CRODINO L’analcolico biondo fa impazzire il mondo; Toglietemi tutto ma non il mio BREIL; No MARTINI? No party; LAVAZZA il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è; HI-PERFORMANCE , il nuovo modo di fare formazione; Vivi la vita con CHE BANCA.

Sintetizzare una Proposta Unica di Vendita (Unique Selling Proposition) in uno slogan, tenendo conto del target, dei media, di dove verrà utilizzato... Tutto questo richiede intuizione, creatività, metodo e test ripetuti.

Verificate tra amici e conoscenti se lo slogan che hai scelto colpisce, “buca”, se è facile da ricordare, se esprime ciò che vuoi davvero dire.

Il mio servizio di business coaching efficace per le start up utilizza strumenti, tra i quali un particolare e specifico tipo di visualizzazione creativa messa a punto per aiutarti a rispondere alle domande sopra riportate e formulare un tuo slogan di successo.

Gli errori che portano all’insuccesso una start up

Prima di procedere nell’affrontare ulteriori aspetti operativi di preparazione al lancio di una start up voglio elencarti quelli che sono i principali errori da evitare se vuoi creare un’attività imprenditorale di successo.

Ma quali sono questi errori più comuni?

Ecco dalla mia pratica, e dalle analisi dell’Harvard Business School, i più frequenti:

Ingenuità e superficialità
  • Contare solo sulla propria intuizione nel definire “geniale, specifica e fattibile” la propria idea;
  • non dedicare tutto il tempo necessario e sottovalutare l’importanza delle analisi di mercato/concorrenza e affidarsi all’improvvisazione entusiastica, senza dare una dimensione quantitativa (commerciale ed economica) alla propria idea di business.
Contare solo su se stessi
  • Essere da soli in questa impresa senza partner o appoggio dei famigliari;
  • scegliere male i soci o partner ed entrare in conflitto;
  • dare retta ai molti “consiglieri” improvvisati che vi approcceranno senza verificarne le effettive competenze specifiche applicate a casi simili di successo. Contare troppo sulle “conoscenze”.
Non avere un piano scritto
  • Copiare e non inventare ciò che fa la vera differenza fra voi e gli altri, la Proposta unica di vendita (U.S.P.);
  • non avere un piano scritto chiaro, dettagliato e specifico (partendo da un business plan di breve e lungo periodo, completo e dettagliato per arrivare a sintetizzare i numeri dei cardini del business in una Sintesi Economica – Executive Summary –, vero cruscotto di controllo da aggiornare mensilmente). Esso non deve contenere più di 12–15 voci essenziali per tenere sott’occhio l’andamento dei tuoi affari. È utile redigere anche un Management Report come strumento di presentazione a banche o potenziali partner che vogliono avere una visione sintetica, veloce, veritiera del tuo progetto. Questa parte sarà trattata nel mio terzo articolo sulle start up di successo).
Eccedere con i debiti
  • Sottovalutare o non conoscere tutti i costi d’avviamento ed essere sottocapitalizzati e senza una parte di beni propri;
  • ipotecare beni di famiglia;
  • ricorrere al solo credito bancario e non a fonti con agevolazioni;
  • avere scarse conoscenze sul livello dei prezzi dei concorrenti;
  • privilegiare i ricavi a scapito dei margini
  • non fare ogni tre mesi il punto della situazione commerciale ed economica col proprio consulente: non esiste dinamismo commerciale senza un buon controllo di gestione.
Sottostimare le difficoltà di un’innovazione a imporsi sul tradizionale
  • Sovrastimare i volumi di vendita;
  • sottostimare i tempi di realizzazione di tutte le fasi del progetto;
  • sottovalutare le resistenze del “sistema” fornitori ;
  • privilegiare gli aspetti tecnici a quelli marketing e commerciali;
  • pretendere risultati di vendita immediati per far fronte agli impegni debitori;
  • conteggiare nei ricavi le promesse di collaborazione quando non sono ancora formalizzate e avviate operativamente.
Carenze di competenze gestionali
  • Non colmare le lacune tecnico/professionali (amministrative, di vendita, di gestione)
  • disperdersi su mille fronti e non focalizzarsi sulle cinque attività fondamentali;
  • prestare scarsa attenzione ai dettagli;
  • non pianificare le azioni di vendita, i giri visite dei venditori e non esercitare un controllo continuo;
  • non gestire con oculatezza e costante controllo i costi generali e di struttura;
  • privilegiare l’operatività a scapito della programmazione;
  • non avere un sistema gestionale clienti, fornitori, semplice;
  • non strutturare la raccolta di informazioni per essere più efficaci nelle azioni commerciali;
  • avere un sistema I.T. troppo complesso;
  • dipendere dalle competenze di un collaboratore che diventa difficilmente sostituibile o gestibile;
  • non vedere la complessità di tutta la tua azienda e diventare dei “terribili” semplificatori;
  • non volersi sporcare le mani con lavori operativi;
  • fare compromessi sulla qualità del prodotto o servizio offerto per ridurre costi o per fare profitto immediatamente;
  • sbagliare l’assunzione di collaboratori o assumere troppi dipendenti, troppo in anticipo sullo sviluppo del business;
  • fare promesse ai dipendenti in termini salariali in funzione di aspettative non verificate;
  • avere uno stile di gestione e di management troppo autoreferenziale e non fare riunioni settimanali con i collaboratori in un giorno fisso dove tutti devono essere presenti;
  • non redigerne un report scritto sull’andamento del business e sulle cose da fare identificando tempi, costi, responsabilità;
  • investire troppo e troppo presto (o troppo tardi) in autopromozione, pubblicità, iscrizioni ad associazioni di categoria ecc.;
  • pensare che sia sufficiente avere un sito internet e sottostimare l’impegno e la costanza che necessita l’attività di internet marketing;
  • sbagliare il timing di lancio (troppo presto o troppo tardi) del nuovo prodotto o servizio;
  • mettere uno stop alle azioni di marketing (che richiedono continuità per produrre risultati) di fronte alle prime difficoltà di cassa;
  • non ragionare e pianificare in modo chiaro su un lasso di tempo di almeno tre anni.
Perdita di entusiasmo ed energia
  • Farsi prendere dall’ansia e trasmettere insicurezza a collaboratori, fornitori, dettaglianti (traders) o installatori e clienti
  • mancare di perseveranza e peccare di pigrizia;
  • arrendersi facilmente di fronte ai “non è possibile” che vi diranno lungo il cammino;
  • dimostrare ostinazione e mancanza di flessibilità nell’adattare il piano di attuazione originale;
  • perdere la fiducia in sé di fronte a ostacoli burocratici od operativi;
  • non concedersi piccoli premi al raggiungimento di obiettivi per mantenere la motivazione alta.
Non avere un’exit strategy
  • Non avere una exit strategy (strategia di uscita) in caso di necessità ed essere costretti a “svendere”. Cioè un piano che ti permetta di ridurre al minimo le perdite se sei costretto ad uscire dal business. Esso va dettagliato nei particolari (es. fornitori che possono rilevare quote, trovare partner che possano immettere capitali ma anche agganci nel settore, riduzione feroce dei costi di struttura – ahimè, a volte dolorosi– e di gestione.

Chi si lancia nell’attività imprenditoriale e vuole aprire un suo proprio business compie sovente un altro errore (oltre a quelli vitali, già descritti di sottovalutare gli aspetti umani) quello di non vedere tutti i risvolti, gli intrecci della sua idea a breve, medio e lungo termine. Ovvero, di non vederne la complessità.

La check–list di domande DETTAGLIATE per aprire un’attività in franchising

Entro ancora di più nello specifico, ponendomi le domande di chi vuole lanciare una start up micro, piccola o media che sia.

Il metodo, con i dovuti adattamenti, vale anche per altre attività (on line, di back office, industriali, artigianali, di servizio sociale ecc.).

La serie di domande di seguito riportata è specifica per chi vuole aprire un’attività in franchising.

Convalidare l’entusiasmo con informazioni

Accanto a ogni domanda scrivete SI oppure NO.

  • L’idea è originale e innovativa?
  • Ho un forte ed esclusivo vantaggio al cliente che mi differenzia?
  • Ho controllato in Internet cosa si dice a proposito (blog, social network, forum ecc,)?
  • E la stampa d’opinione?
  • E quella specializzata?
  • Me la sento di condurre una semplice ricerca di mercato per verificare la conoscenza del marchio/prodotti/servizi in loco?
  • Mi baso solo sul mio intuito e sulle mie convinzioni?
  • Esistono già concorrenti?
  • ·Ho la possibilità di verificare se esiste una domanda reale e quantitativamente interessante?
  • In cosa voglio eccellere: prezzo,         servizio al cliente,           ampiezza gamma?
Gli aspetti economici
  • Per aprire l’attività devo ricorrere al credito bancario?
  • Ho fatto una selezione attenta delle migliori condizioni?
  • Ho mezzi propri per far fronte almeno all’avviamento?
  • L’attività nuova sarò la mia sola fonte di reddito?
  • Ho altri impegni debitori in corso?
  • Ho calcolato quali spese personali o famigliari prevedo a breve o medio termine (es. cambio auto, tasse universitarie per i figli, spese mediche, etc.)?
La posizione
  • Ho scelto attentamente la posizione?
  • È facilmente raggiungibile?
  • C’è passaggio spontaneo o attratto dalla presenza di altri punti di vendita, di uffici?
  • Ho valutato di quante vetrine avrò bisogno?
  • E se le cose andassero bene, ho possibilità di ampliare i locali o di aprirne altri?
  • Ho bisogno di un magazzino nelle vicinanze?
  • Ho bisogno di un’insegna luminosa?
  • C’è un posto macchina? Un parcheggio nelle vicinanze?
  • Ci sono in programma stravolgimenti urbanistici?
  • L’area rimarrà inagibile per qualche mese per rifacimento della sede stradale?
  • Diventerà zona pedonale entro due anni?
Il bacino di mercato
  • In zona ci sono punti vendita che propongono prodotti o servizi similari?
  • Ho verificato come vanno?
  • Mi sono informato/a di quanti negozi hanno aperto o chiuso negli ultimi sei mesi e che merceologia o servizi trattavano?
  • Ho fatto un’analisi sulla composizione degli abitanti: locali, turisti, di passaggio, immigrati?
  • La zona perde o attrae nuovi cittadini?
  • So quanto è ampio il bacino di attrazione commerciale?
  • Ci sono giovani?
  • Conosco quanto è il reddito locale?
  • È una località (turisti) o un prodotto che risentono della stagionalità?
  • C’è nelle vicinanze un outlet o una centro commerciale che assorbono il flusso commerciale principale?
Comunicazione e promozione
  • Esistono media locali per azioni promozionali?
  • C’è la possibilità di fare della promozione congiunta con altri negozi locali?
  • Ho bisogno di un sito internet?
  • Conosco chi me lo fa?
  • Ho un budget (limite di spesa)?
  • Ho valutato attentamente quanto tempo richiede il gestirlo affinché non sia una semplice vetrina virtuale inefficace?
  • Ho intenzione di fare del direct marketing (lettera, telefonata o email inviata direttamente ai clienti) per avvisare i migliori clienti su offerte esclusive o sull’arrivo delle nuove collezioni?
  • Posso organizzare un incontro con i media (anche locali) per parlare del mio business in chiave di vantaggi innovativi per i clienti e la comunità?
  • Ho materiale sufficiente per organizzare un workshop con i principali clienti potenziali per presentare il mio prodotto/servizio e come può essere loro utile?
Aspetti legali e di contratto
  • Mi sono chiari quali vincoli ha, eventualmente, il contratto in franchising?
  • Mi obbliga a ordinativi minimi?
  • Ho diritto al reso dell’invenduto?
  • Ho capito bene se le royalties sono progressive o piatte?
  • L’arredamento è a mio carico?
  • Rimarrà mio?
  • Ho l’esclusiva di zona?
  • Ricevo assistenza, formazione?       A pagamento, contribuendo o gratuitamente?
  • Il marchio contribuisce alla pubblicità locale?
  • Fornisce materiale promozionale per campagne a tema o per la stagione dei saldi?
  • Mi sono stati spiegati quali piani di sviluppo e di investimento ha la marca nel medio termine?
  • Ho letto i bilanci e ho informazioni sulla solidità patrimoniale?
  • Ho parlato con almeno altri quattro frachisee (titolari di licenza) di altre zone?
  • Ho ben chiaro come posso rescindere il contratto commerciale e a che condizioni in caso incontrassi ostacoli insormontabili?
  • Devo la buonuscita all’attuale conduttore ?
  • Ho verificato se basta un permesso comunale o ci sono restrizioni?
  • Mi è tutto chiaro ciò che riguarda licenze e permessi?
  • Ho bisogno di certificazioni speciali da parte dell’ASL o altri Enti?
  • Conosco cosa prevede la legge 626?
  • Devo, voglio registrare il mio marchio?
Aspetti gestionali
  • Ho verificato qual è il livello degli affitti?
  • Ho calcolato quanto devo incassare per arrivare almeno a pareggio?
  • Ho bisogno di personale?
  • So come selezionare il personale?
  • Maschile?       femminile?       Con esperienza o no?
  • Mi è chiaro con che inquadramento?
  • Da subito?
  • C’è in famiglia chi mi può dare una mano almeno all’inizio?
  • Il proprietario dei muri ha intenzione di avviare lavori di ristrutturazione dell’intero edificio?
  • Mi sono informato se è un tipo ragionevole o intrusivo?
Aspetti amministrativi
  • Ho valutato attentamente quale configurazione giuridica mi dà più vantaggi e meno rischi?
  • Ho approfondito gli aspetti previdenziali?
  • Ho bisogno di assistenza legale per verificare il contratto di esclusiva?
  • Di un commercialista? Ho calcolato quanto mi costano?
  • E per l’amministrazione e le pratiche IVA, le paghe e contributi del personale?
  • Ho valutato attentamente le spese di gestione, luce, pulizie, immondizie, servizio di sorveglianza notturna, etc.?
  • E per accettare pagamenti con bancomat e carte di credito, so come devo fare, so quanto costa?
  • Ho un sistema gestionale che mi permette di controllare gli incassi e il magazzino anche se sono via?
  • Ho creato un pannello di controllo con poche variabili che mi permette di tenere costantemente sotto controllo la mia attività?
I fornitori
  • Ho una chiara idea del o dei fornitori?
  • Li ho già sondati?
  • E ho raccolto e formalizzato le loro opinioni?
  • Ho capito se ci sono problemi di continuità della fornitura?
  • Ho chiaro le modalità e i tempi di pagamento?
  • Ho verificato la qualità dei servizi/prodotti (puntualità, marchi di qualità)?
Impegno personale
  • Me la sento di impegnarmi almeno alla partenza in lavori operativi quali carico e scarico, inventario, allacciamenti utenze, etc.?
  • Ho ben in mente quali competenze devo rinforzare e quali acquisire?
  • Ho valutato quali sono le conseguenze sulla mia vita privata dovute al mio impegno nell’attività?
  • Ho alleati in famiglia?
  • Ho valutato il mio impegno personale in termini di ore e giorni di lavoro?
  • Ho chi mi sostituisce in caso di malattia?
  • Ho qualcuno con cui confrontarmi sui dubbi operativi e che mi spalleggi nei momenti di frustrazione possibili?
  • Che mi aiuti a mantenere la mia autostima e fiducia nel tempo?
Business plan
  • E soprattutto, ho un business plan anche semplificato, ma scritto, in cui ho riportato specificatamente in modo organizzato tutte le risposte alle domande citate?
  • I tempi di realizzazione di ciascuna fase, i costi e un conto economico?
  • Ho un modello cui ispirarmi, pensato per le piccole imprese, per semplificare la compilazione e non dimenticare nulla?

Troppo complicato? No. Complesso. Una parola che fa rima con successo.

La lista sopra riportata è un esempio della specificità delle risposte che devi trovare.

Adattandola caso per caso, ti aiuterà come modello, a elencare il maggior numero di domande relative al tuo nuovo business.

Sii specifico e... onesto.

Uno dei servizi di business coaching efficace che offro, specifico per creare start up di successo a lungo termine, non è solo per imprenditori, aziende, manager e professionisti, ma anche per chi desidera avviare con soddisfazione un’attività in proprio, evitando le trappole più comuni.

E, aspetto molto importante e spessissimo trascurato, il mio servizio ti aiuta a capire (oltre a molte altre importanti cose) non solo se l’attività che vorresti aprire è la scelta migliore per te, ma anche se è il momento giusto.

Il terzo e ultimo articolo di questa serie dedicata alle start up tratterà degli aspetti economici e gestionali in dettaglio. Ovvero del business plan. Fornendo esempi pratici, e operativi.

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